DISABILITÀ, CROCETTA: ”VINCIULLO SMENTISCA LE SUE BUGIE, ECCO LE PROVE”

Sicilia. Crocetta: ”Vinciullo convochi urgentemente commissione bilancio per discutere emendamenti governo su disabilità e smentisca le bugie che ha detto. Ecco le prove”

Palermo, 25 mar. "Lunedì 20 marzo dovendo ancora elaborare il piano finanziario sia per Riscossione Sicilia, sia per la disabilità e in più avendo un impegno per mercoledì mattina – giorno di convocazione della commissione – con la Procura di Messina, cerco di contattare Vinciullo per chiedergli di spostare la mia audizione sulla base del fatto che avevo già detto in commissione salute, di avere bisogno di almeno una settimana per preparare le proposte del governo sulla disabilità.
Telefono quel giorno alle 16:57 e Vinciullo non mi risponde. Alle 16:58 mando a Vinciullo un messaggio “ho bisogno di parlarti”. Vinciullo, non io, risponde “sono a Roma, ti chiamo appena posso”. Lo richiamo alle 17:44, non mi risponde.
Gli rimando un messaggio alle 17:45 “ho bisogno di parlarti”. Lo richiamo alle 17:46, non risponde. Mi rimanda un altro messaggio, sempre lunedì, “ti chiamo appena posso”.

Andiamo a giorno 21, martedì. Chiamo Vinciullo per sapere se la mia audizione era stata rinviata o no, alle 14:22 per ben 2 volte e alle 16:09 e alle 16:10.
Vinciullo non risponde.
Giorno 22, mercoledì, lo chiamo alle 9:10 sempre per verificare se l’incontro fosse confermato o meno. Gli mando un messaggio alle 9:12 per comunicargli che lo chiamavo da tre giorni, messaggio a cui non ha risposto. Lo richiamo alle 11:13 e non risponde.
Volevo semplicemente spigare a Vinciullo, anche quel mercoledì, che ero disponibile all’incontro subito dopo la delibera di giunta sul piano della disabilità e non prima poiché in quel caso non avremmo avuto nulla da discutere. Tra le altre cose, non solo Vinciullo continua a non rispondere, ma dice una sonora bugia che sapeva che io mi trovavo a Roma, quando nessuno glielo ha mai comunicato, non dicendo a nessuno che io lo avevo cercato più volte e lui non aveva mai risposto, che è una cosa molto singolare per il presidente di una commissione parlamentare e che volevo solo che l’incontro con le persone diversamente abili avvenisse, non sulla base di chiacchiere, ma di un piano concreto approvato dalla giunta.
Quel giorno stesso, non solo non risponde alle mie continue richieste di contatto, ma invece di chiamarmi per telefono per dirmi che l’incontro stava per cominciare – e nel momento in cui non lo fa io penso abbia accettato la mia richiesta di rinvio – ma inventa che io ero a Roma e che ero “una merda” perché avevo mentito su dove mi trovassi.
Non voglio ricambiare le ingiurie fecali di un rappresentante delle istituzioni, però o Vinciullo smentisce affermando che si è sbagliato, oppure sarò costretto a rivolgermi alla Procura perché non si agisce in questo modo.

In ogni caso chiedo al presidente Vinciullo di convocare urgentemente la commissione bilancio per discutere gli emendamenti elaborati dal governo sulla disabilità". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

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OSPEDALI SICILIA, VILLAROSA: “DOV’È FINITA LA NUOVA RETE OSPEDALIERA SICILIANA?”

25/03/2017 - Il portavoce del movimento 5 Stelle Alessio Villarosa comunica di aver depositato un’interrogazione al ministro della salute per chiedere informazioni reali ed ufficiali sulla nuova rete ospedaliera e sul suo relativo iter, sbandierata da mesi dall’assessore Gucciardi ma non ancora attivata.
“Non si hanno più notizie relative alla nuova rete ospedaliera. La prima “simulazione” dell’assessore, di luglio 2016, oltre a prevedere per la Sicilia 3 HUB (PS DEA di 2° livello), 15 SPOKE (PS DEA di 1° livello), 23 PS base, 7 PS in zona disagiata e 3 ospedali di comunità, precisava inoltre che i presidi ospedalieri sarebbero stati classificati naturalmente seguendo la classificazione dei pronto soccorso. La seconda “rete” dell’assessore invece veniva fuori nel gennaio del 2017 e presentava una nuova classificazione. Prevedendo per la Sicilia 8 HUB (PS DEA di 2° livello), 18 SPOKE (PS DEA di 1° livello), 16 PS base, 10 PS in zona disagiata e 2 PS ad alto rischio ambientale.”
“Da Gennaio ad oggi non si hanno più notizie ufficiali di questa rete, nonostante l’assessore dichiarasse a gennaio che «il ministero si sarebbe espresso nell'arco di qualche settimana sulla nuova rete ospedaliera». Tenendo presente che, prima di essere approvata dovrà essere discussa in commissione all’ARS (in cui potrebbe subire modifiche) e poi approvata dalla giunta di Crocetta, restano solo meno di 6 mesi prima di poter dare ai cittadini una rete ospedaliera chiara, sicura ed a norma di legge. Speriamo che almeno il ministro risposta presto!”
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Segreteria Regionale Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei:

"Rinviata nuovamente all'11 aprile la convocazione dei sindacati riguardante l'approvazione della rete ospedaliera. Era prevista per il 27 marzo presso l'assessorato regionale della salute in piazza Ottavio Ziino a Palermo. A pagarne le spese sono sempre i cittadini che non possono beneficiare di un'assistenza dignitosa. Dalle rete ospedaliera dipende il bando dei concorsi, promesso ormai da anni, e, affinché possano essere espletati urge modificare le sottodimensionate dotazioni organiche per primarie esigenze assistenziali al fine di assicurare un aumento del numero degli infermieri e personale medico e non medico, compresi gli Oss. Basta giocare con la vita e la salute dei siciliani!”

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TOTÒ CUFFARO È TORNATO, È LUI IL VERO IDEATORE DELLA CANDIDATURA DI FABRIZIO FERRANDELLI?

Reportage Rainews "I vespri siciliani": viaggio nella Sicilia verso le elezioni amministrative Sicilia come laboratorio politico dell’Italia? Il reportage è di Giorgio Santelli, pubblicato il 23 marzo 2017 sul sito di Rainews

24/03/2017 - "Tra poco, in Sicilia, si tornerà al voto. Prima per il Comune di Palermo e poi per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana. La sinistra è divisa, in parte paga la scissione nazionale con qualche dirigente del partito che esce e va con Articolo 1- Movimento Democratici e Progressisti. E’ Davide Zoggia che, come 5 anni fa per le regionali a nome del Pd, oggi cura l’organizzazione del nuovo movimento degli scissionisti. Tra chi ha lasciato il Partito Democratico c’è anche Mariella Maggio".

"Ma c’è tanto Pd in queste elezioni. Il Pd di chi se ne è andato, e non sono solo gli scissionisti. C’è anche Fabrizio Ferrandelli. Lui, nelle comunali di Palermo di 5 anni fa, usci vittorioso dalle primarie del Partito Democratico. Era sostenuto da Beppe Lumia, Rosario Crocetta, Salvatore Cardinale, Sonia Alfano, Antonello Cracolici. Anche se formalmente era il candidato di Italia dei Valori vinse contro Rita Borsellino per poco più di 150 voti. Leoluca Orlando, che sosteneva la sorella del magistrato, non accettò quel voto che prevedeva un accordo con l’MPA di Raffaele Lombardo. Si candido lui, in modo indipendente, e vinse il Comune di Palermo. Vinse proprio contro Fabrizio Ferrandelli".

"Ma a far politica è tornato anche Salvatore Cuffaro detto Totò. Lui è stato presidente della Regione dal 2001 al 2008, Senatore della repubblica, condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Ha scontato la sua pena ed è tornato in libertà a dicembre del 2015. Dicono che sia lui il vero ideatore della candidatura di Fabrizio Ferrandelli. Di certo c’è che scontata la pena è tornato in Sicilia e ha conservato un grande appello tra la gente. Dicono che è un eroe. Per aver sopportato la pena, per il suo ruolo attivo nel sociale, perché si è iscritto ai radicali, perché aiuta i figli dei detenuti. E’ interdetto dai pubblici uffici ma il suo ruolo, in Sicilia, è ancora politicamente influente nel centrodestra".

Giorgio Santelli, sul sito di Rainews del 23 marzo 2017

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PAPA FRANCESCO: “PENSO CHE L’EUROPA MERITI DI ESSERE COSTRUITA”

Il Papa all'Europa: investire nella vita, nella famiglia, nei giovani. Unità, solidarietà, rispetto della vita e della famiglia, radici cristiane, tutela del lavoro e dei giovani, accoglienza. Evidenziando questi valori più che mai attuali, Papa Francesco ha ricevuto oggi pomeriggio in Vaticano i leader europei, che domani si incontreranno nuovamente a Roma per celebrare il 60.mo anniversario dei Trattati di Roma dai quali prese vita la Comunità Europea. (Giancarlo La Vella su Radio Vaticana)

24/03/2017 - L'Europa del futuro guardi ai padri fondatori. A un’Europa alla ricerca di una nuova identità, Papa Francesco ha dato slancio per riscoprire quelle motivazioni che hanno ispirato i padri fondatori del Vecchio Continente unito. Dopo i saluti di rito, il Pontefice ha ricordato che non si può comprendere il tempo che viviamo senza il passato. In quest’ottica va interpretato quel 25 marzo 1957:
“Fu una giornata carica di attese e di speranze, di entusiasmo e di trepidazione… La memoria di quel giorno si unisce alle speranze dell’oggi e alle attese dei popoli europei che domandano di discernere il presente per proseguire con rinnovato slancio e fiducia il cammino iniziato”.

Una costruzione fraterna e giusta, l’Europa unita, in cui, secondo gli ideatori, politica, economia, cultura dovevano essere a misura d’uomo. L’umanesimo europeo, dopo gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, basò – ricorda il Papa – proprio sulla persona il progetto unitario:

“All’origine dell’idea d’Europa vi è la figura e la responsabilità della persona umana col suo fermento di fraternità evangelica, con la sua volontà di verità e di giustizia acuita da un’esperienza millenaria”.

Unità, solidarietà, accoglienza e radici cristiane
Ripercorrendo le frasi pronunciate 60 anni fa, Francesco ha ricordato lo spirito di solidarietà, che deve animare l’Europa, davanti alle spinte centrifughe come pure alla tentazione di ridurre gli ideali fondativi dell’Unione alle necessità produttive, economiche e finanziarie”. E il Papa mette anche in evidenza le attuali stridenti prese di posizione di fronte all’immigrazione, alla luce di quell’unità che annullava inimicizie, frontiere e i dolorosi contrasti del passato:

“Laddove generazioni ambivano a veder cadere i segni di una forzata inimicizia, ora si discute di come lasciare fuori i ‘pericoli’ del nostro tempo: a partire dalla lunga colonna di donne, uomini e bambini, in fuga da guerra e povertà, che chiedono solo la possibilità di un avvenire per sé e per i propri cari”.

Unità, accoglienza: il tutto si traduce nel concetto di pace, allora come oggi essenziale per la costruzione di un avvenire proficuo per ogni generazione. E’ proprio nella volontà dei padri dell’Europa – ha ricordato il Santo Padre – che questi valori vanno affermati, senza dimenticare da dove scaturiscono. “All’origine della civiltà europea si trova il Cristianesimo – ha detto Francesco – senza il quale i valori occidentali di dignità, libertà e giustizia risultano per lo più incomprensibili”:

“E ancor oggi – affermava san Giovanni Paolo II –, l’anima dell’Europa rimane unita, perché, oltre alle sue origini comuni, vive gli identici valori cristiani e umani, come quelli della dignità della persona umana, del profondo sentimento della giustizia e della libertà, della laboriosità, dello spirito di iniziativa, dell’amore alla famiglia, del rispetto della vita, della tolleranza, del desiderio di cooperazione e di pace, che sono note che la caratterizzano”.
E, quindi, ha concluso:

“Faccio perciò mie le parole che Joseph Bech pronunciò in Campidoglio: Ceterum censeo Europam esse ædificandam, d’altronde penso che l’Europa meriti di essere costruita. Grazie”.

(Da Radio Vaticana)

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EUROPA DEI NUMERI. TRATTATI DI ROMA: FEDELI INVIA A SCUOLE, UNIVERSITÀ E ISTITUZIONI DELL’AFAM

Roma, 24 marzo 2017 - In occasione del Sessantesimo Anniversario dei Trattati di Roma la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli invierà domani a Scuole, Università e Istituzioni dell’Afam il testo del discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto davanti alle Camere in seduta congiunta mercoledì 22 marzo, perché sia “oggetto di diffusione a tutte le studentesse e tutti gli studenti e stimolo alla loro riflessione in aula, accompagnata dalle e dai docenti”.
Nella lettera che accompagna l’invio del discorso del Capo dello Stato la Ministra ricorda che “I 60 anni dei trattati di Roma, che rappresentano l’atto di nascita dell’Unione Europea, sono un’occasione importante per riflettere sulla storia del nostro continente e sul senso dell’essere e del sentirsi, per il presente e per il futuro, cittadine e cittadini europei”.

“Ritengo decisivo, in questo senso - prosegue la lettera della Ministra - che le Scuole, le Università e tutte le Istituzioni del sistema di Alta formazione siano coinvolte in questo momento di riflessione, per permettere alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi di approfondire la conoscenza e lasciarsi ispirare dalle scelte coraggiose che 60 anni fa i leader europei seppero prendere. Nel suo discorso il Presidente ci ricorda che l’Europa “è stata uno strumento essenziale di stabilità e di salvaguardia del¬la pace, di crescita economica e di progresso, di affermazio¬ne di un modello sociale sin qui ancora ineguagliato, fatto di diritti e civiltà””.

“Dobbiamo esserne tutte e tutti consapevoli: ieri come oggi - conclude Fedeli - serve portare avanti con convinzione il progetto europeo e serve farlo trasmettendo alle nuove generazioni i valori che hanno ispirato la sua fondazione per rendere le nostre ragazze e i nostri ragazzi protagonisti del futuro dell’Unione”.








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HOTSPOT A MESSINA, DAL GOVERNO NESSUN PASSO INDIETRO. D'UVA: "E' DA IRRESPONSABILI"

Comunicato stampa sull'interpellanza presentata dal MoVimento 5 Stelle, Francesco D'Uva, sull'apertura di un hotspot nella città di Messina.
Messina, 24 marzo 2017 - “Il Governo non ha nessuna intenzione di tornare indietro sull’apertura di un hotspot a Messina, nell’ex Caserma Gasparro-Masotti. E questo nonostante le proteste che si sono levate da ogni parte nelle ultime settimane. Stamattina ho avuto l’occasione di discutere in aula un’interpellanza dicendo chiaramente che questo è da irresponsabili. Non solo stiamo parlando di un luogo, Camaro appunto, che si trova al centro di due villaggi importanti e popolosi, ma stiamo parlando di un’area che cade a ridosso di un torrente, in una città a forte rischio idrogeologico, e comunque a grande distanza dal mare”.

Duro attacco del PortaVoce del MoVimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, alle risposte che il Governo, nella persona del Sottosegretario di Stato Gianclaudio Bressa, ha fornito in relazione alla sua interpellanza sull’apertura di nuovi hotspot in Sicilia, in particolare a Mineo e Messina.
“La logica degli hotspot dovrebbe essere questa: al Paese che per primo accoglie i migranti spetta l’identificazione, l’eventuale rimpatrio e l’avvio di procedure di accoglienza, con ricollocamento, per chi ne ha diritto. Ma basta leggere i dati aggiornati al 21 marzo per capire che esiste un problema di fondo. Stando ai numeri, infatti, sarebbero stati solo 4435 i migranti ricollocati, a fronte dei 40000 previsti”, ha insistito D’Uva.

Il Governo, dal canto suo, ha risposto che l’apertura di nuovi punti hotspot rientra nel sistema nazionale di gestione dei flussi, evidenziando che nessun passo indietro ci sarà per la Città dello Stretto.
“Non solo l’hotspot rimane nei programmi di realizzazione del Governo – ha spiegato D’Uva - ma addirittura al Porto di Messina verrà creata un’area attrezzata di sbarco con una capienza di circa 250-300 posti. Una follia a cui continueremo ad opporci con insistenza, sia a livello nazionale che locale. Soprattutto nell’ottica di rivendicare, dinnanzi all’Unione Europea, una soluzione più efficace per l’incessante fenomeno migratorio che insiste sulle nostre coste”.

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"LA RIFORMA DELLA RAI E I RIFLESSI SUL SISTEMA MEDIATICO ITALIANO", A MESSINA L’INCONTRO DELL’UCSI

27/03/2017 - Si svolgerà a Messina il corso di formazione sul tema "La riforma della RAI e i riflessi sul sistema mediatico italiano", venerdì 31 marzo alle 17 nella Sala Consiglio della Città Metropolitana (ex Provincia). Dopo i saluti del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Santino Franchina si terrà la relazione del sen. Corradino Mineo, già direttore di rete Rai tv “Rainews24”. A seguire l'intervento del giornalista Rai tv Tgr Sicilia Domenico Cangemi. Introduce e modera il prof. Angelo Sindoni - Università di Messina e presidente Ucsi sezione di Messina .

Convegno
La riforma della RAI e i riflessi sul sistema mediatico italiano

Programma:
Saluti Santino Franchina - Presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Relazione Sen. Corradino Mineo - già Direttore di rete RAI TV “Rainews24”
Intervento Domenico Cangemi - giornalista RAI TV TGR Sicilia
Introduce e modera Prof. Angelo Sindoni - Università di Messina


Gli iscritti (sulla Piattaforma Sigef) e partecipanti all’evento
avranno diritto a 3 crediti per la formazione continua dei giornalisti
Venerdì 31 marzo 2017 - Ore 17,00
Sala Consiglio Città Metropolitana di Messina (ex Provincia) – Corso Cavour

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GIUSEPPE QUATRIGLIO: RACCONTÒ LA VITA VERA DI CARLO MEUCCI, FIGLIO… DEL TELEFONO

Giuseppe Quatriglio è scomparso ieri, 25 marzo 2017, a quasi 95 anni. E’ nato a Catania il 30 ottobre 1922 e morto a Palermo il 25 marzo 2017.

26/03/2017 - Giornalista e scrittore, Giuseppe Quatriglio, candidato al Premio Strega nel 2000 e vincitore dei premi letterari Mondello e Vittorini, ha ricevuto il premio della Cultura del Consiglio dei ministri nel 1996, 1999 e nel 2004. Tra i suoi libri più noti Mille anni in Sicilia, Viaggio in Sicilia, L'uomo-orologio, Sabìr.  Nato a Catania ma vissuto sin dall'infanzia a Palermo, Quatriglio è laureato in Giurisprudenza ed ha frequentato un anno accademico negli Stati Uniti, presso la Medill School of Journalism della Northwestern University (Evanston, Illinois), quale vincitore di una borsa di studio.
Venerdì 18 agosto 1995 il Giornale di Sicilia pubblicava un suo interessante e delicato articolo dal titolo “Meucci alla riconquista del telefono”, dedicando un’intervista e sincera attenzione a Carlo Meucci, il ‘mendicante’ vissuto a Tindari (dove è morto nel 1966), figlio dell'inventore del telefono.

Scriveva Giuseppe Quatriglio venerdì 18 agosto 1995 sul Giornale di Sicilia:

“Riapro la a cartella del mio archivio dedicata ad Antonio Meucci con le carte rimaste lì da decenni. (…) La patetica storia di Antonio Meucci ha avuto in Sicilia un’appendice altrettanto patetica con i colori del ‘giallo’. Nell’Isola è infatti vissuto a lungo ed è morto in estrema povertà Carlo Meucci che si proclamò sempre figlio di Antonio Meucci anche attendendo una pensione che compensasse in qualche modo le amarezze patite dal padre”.

“Antonio Meucci lottò a lungo con le sue povere forze contro l’ingiustizia perpetrata ai suoi danni, ma alla fine perdette la battaglia legale, nonostante una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti sancisse nel 1888 la priorità dell’italiano. L’anno seguente, nel 1889, Meucci morì solo e abbandonato, di crepacuore”.

“Altrettanto triste è la storia di Carlo Meucci, morto novantenne agli inizi degli anni Sessanta. Carletto – così era conosciuto – gestiva una piccola baracca sull’alto colle di Tindari, accanto al Santuario della Madonna Nera. ‘Bazar da Carlo’ era scritto sulla logora insegna, disegnata su una tavola sconnessa. L’uomo stava lì e mostrava a quanti si recavano nel santuario grandi immagini della Madonna. Ne vendeva poche e pertanto viveva della carità dei monaci di Tindari.

“Rileggo gli appunti presi durante quell’incontro, alla fine degli anni Cinquanta. Carletto mi disse che il padre lo aveva avuto quando aveva già 64 anni e precisava che la madre non era stata certamente la moglie, che era coetanea di Antonio Meucci”.

Antonio Meucci era stato minacciato dalla Mano Nera che ritorceva che sue minacce sul figlio Carlo, affinché desistesse dal proposito di rivendicare in sede giudiziaria la paternità dell’invenzione del telefono, in contrapposizione con Graham Bell e (quindi) con i potentati economici che traevano interesse dal brevetto usurpato .

Così Giuseppe Quatriglio, nel suo articolo racconta l’incontro a Tindari con Carlo Meucci, trascritto interamente dalla bobina da lui registrata: “Un giorno arrivarono da mio padre persone a lui sconosciute che gli fecero capire una cosa: se non la smetteva di rivendicare l’invenzione del telefono gli avrebbero tolto ‘l’oggetto del cuore’. L’oggetto del cuore ero io. Avevo undici mesi. Per questo mio padre incaricò una donna che doveva tornare in Italia, Giovanna Gullotta, di portarmi in Italia per mettere l’Oceano tra me e la Mano Nera. Era il 1873. Così finii in Calabria”.

“Giovanna Gullotta che per vent’anni fu la mia mamma, e veramente credetti lo fosse, dava lezioni di pianoforte. Si dette il caso che la sua opera venisse richiesta dalla principessa di Cutò. Così anch’io raggiunsi Palermo con lei e vi rimasi fino a 21 anni. Una sera, prima di andare a letto, quella che sempre avevo creduto fosse la mia mamma, mi prese le mani nelle sue mani e mi raccontò la verità. Seppi così che mio padre era l’inventore del telefono. Mi sentii bruciare il sangue, piansi per tanti giorni e alla fine decisi di ritornare in America, con l’intenzione di avere finalmente giustizia”.
Rimasi in America quindici anni, aiutato nei primi tempi dalla famiglia…”.

Così il racconto “lacunoso ma attendibile di Carletto Meucci riportato con variazioni da quotidiani e rotocalchi all’inizio degli anni Sessanta”.

“Carletto morì in miseria, come il padre. Sì, credo fosse figlio dell’inventore del telefono, per cui si chiede che sia fatta giustizia ancora nel 1995”.

Una vicenda che Mimmo Mòllica ha approfondito e raccontato nel suo recente volume “Meucci il figlio del… telefono mendicante a Tindari” che dà bene l’idea dell’ostinazione (gratuita e immotivata) che si incontra in taluni nel volere disconoscere l’identità personale di Carlo Meucci, su tutte le documentazioni ufficiali descritto come nato a New York il 3 novembre 1872, figlio di Antonio Meucci ed Ester Mochi. Una identità da taluni negata per il solo ‘gusto’ di non credere a quanto certificato da istituzioni pubbliche, senza tuttavia opporre alcuna prova, alcuna seria e concreta motivazione al ‘sospetto’.

Così, con Giuseppe Quatriglio scompare un’altra nobile figura d’uomo, giornalista e scrittore, interessato ad indagare positivamente l’identità di un uomo sfortunato, Carlo Meucci, figlio di una eccellenza italiana della scienza.
Quatriglio lascia un sigillo di verità e animo eccelso, di arte del giornalismo e mente illuminata. Lascia un’orma di grandezza umana e culturale su quella spiaggia di Marinello dove la nigra sed formosa Madonna del Tindari salvò la bambina sfuggita dalle mani della ‘rimbrottosa’ madre.

E se a non credere nella vera identità di Carlo Meucci sono uomini distratti e poco inclini all'approfondimento non è Carlo che deve dolersi ma le istituzioni, i redattori dei certificati burocratici attestanti l’identità ufficiale di quell’’uomo nato a New York e sepolto nel cimitero di Patti dal giugno 1966. Giacché non è a Carlo che dimostrano di non credere, ma alle istituzioni, ai documenti istituzionali, alla burocrazia, allo Stato.

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EUROPA DELLE BANCHE. A ROMA PER CAMBIARE L'ARMATA DELLA MONETA UNICA

24/03/2017 - Le Celebrazioni del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Sabato 25 marzo 2017 dalle ore 9.00 presso il Palazzo dei Conservatori in Campidoglio si svolgeranno le Celebrazioni del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Nell’ambito delle Celebrazioni del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, interverrà oggi, venerdì 24 marzo, alle ore 15.30, all’incontro straordinario ospitato a Palazzo Chigi tra le Parti sociali europee e le istituzioni Ue. Alle ore 18, il premier sarà in Vaticano per l’udienza di Papa Francesco con i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea. In serata il presidente Gentiloni parteciperà alla cena di lavoro, a Villa Doria Pamphilj, con i leader dei socialisti e democratici europei.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, a seguito dei tragici fatti di Londra, ha presieduto ieri mattina al Viminale una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), alla quale hanno partecipato i vertici nazionali delle Forze di Polizia e dei servizi di Intelligence e l’ufficiale di collegamento di Scotland Yard a Roma.

Nel corso della riunione è stato deciso di tenere alto il livello di attenzione, intensificando le misure di vigilanza e di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio.
Il ministro Minniti, ha chiesto di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone anche in vista delle cerimonie celebrative del “60° Anniversario della firma dei Trattati di Roma” nonché verso i luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori. Tutte le forze di Polizia e la rete dei servizi di Intelligence saranno impegnati senza sosta sul fronte antiterrorismo per individuare ogni fonte di possibile rischio e pericolo. Su indicazione del ministro, il C.A.S.A. sarà riunito in seduta permanente.

Sessant'anni fa, a Roma, sono state gettate le basi dell'Europa così come la conosciamo oggi e ha avuto inizio il più lungo periodo di pace della storia europea. I trattati di Roma hanno istituito un mercato comune nel quale le persone, i beni, i servizi e i capitali possono circolare liberamente e hanno creato presupposti di prosperità e stabilità per i cittadini europei.

In occasione di questo anniversario, l'Europa guarda al passato con orgoglio e al futuro con speranza. Da 60 anni costruiamo un'Unione in grado di promuovere la cooperazione pacifica, il rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e la solidarietà tra le nazioni e i popoli europei. Ora sta a noi progettare per l'Europa un futuro migliore e condiviso.

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GIOIOSA MAREA: NON È ANCORA NATO CHI PRENDERÀ IL POSTO DI IGNAZIO SPANÒ?

Ignazio Spanò, già sindaco di Gioiosa Marea per 10 anni ufficializza la propria candidatura alla carica di primi cittadino alle comunali 2017. Gli ‘exit poll’ fanno di Spanò un gran favorito (assieme a Eduardo Spinella, sindaco uscente). Potrebbe così tornare l’era Spanò. Prenderebbe consapevolezza che non è ‘nato’ ancora un colui (o una colei) capace di prendere il posto di Ignazio…

26/03/2017 - “A volte ritornano”, la prima raccolta di racconti di Stephen King bene si addice al ritorno di Ignazio Spanò, già sindaco di Gioiosa Marea negli anni che vanno dal 2002 al 2012, che ora torna ad ufficializzare la propria candidatura alla carica di primo cittadino alle elezioni comunali 2017, che lo vedranno contrapposto all’attuale sindaco, Eduardo Spinella.
L’ufficializzazione della candidatura di Ignazio Spanò è avvenuta nei locali del circolo Mediterraneo di Gioiosa Marea sabato 25 marzo 2017, presente un folto pubblico e gli esponenti del Movimento che ne sosterrà attivamente la candidatura.  Nel marzo 2012 grande star della competizione elettorale amministrativa del 6 e 7 maggio (2012) a Gioiosa Marea è stata la discontinuità. Ed ecco che torna a farsi protagonista l’appeal decennale dell’ex, Ignazio Spanò, al quale sembrerebbe impossibile trovare un sostituto.
Realisticamente, gli ‘exit poll’ fanno di Ignazio Spanò un gran favorito (assieme a Eduardo Spinella, sindaco uscente), pronto a ricevere il nuovo plebiscito (?), dopo i primi due che lo hanno visto primo cittadino di Gioiosa Marea negli ultimi 10 anni. Ma Spanò proprio per questo non era più candidabile nel 2012 ed ha dovuto rispettare uno stop and go.

Potrebbe così tornare l’era Ignazio Spanò, il quale ha parlato di volere favorire a Gioiosa Marea un nuovo corso “mettendo in campo gente nuova e nuove idee. Dando spazio ai giovani e agli astri nascenti. Gioiosa Marea prenderebbe così consapevolezza che non è ‘nato’ ancora un colui (o una colei) capace di prendere il posto di Ignazio Spanò nel cuore e nella fiducia dei gioiosani?

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PRECARIATO: - 9% LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO, CALANO I VOUCHER

Pubblicati i dati di gennaio 2017. Nel mese di gennaio 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +142.000, superiore a quello del corrispondente mese del 2016 (+117.000) e inferiore a quello osservato nel 2015 (+162.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) a gennaio 2017 risulta positivo e pari a +351.000. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+49.000), dei contratti di apprendistato (+29.000) e dei contratti a tempo determinato (+268.000). Queste tendenze sono in netta continuità con le dinamiche osservate nei mesi precedenti.

Roma, 23 marzo 2017 - Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel mese di gennaio 2017 sono risultate 511.000: sono aumentate del 7,3% rispetto a gennaio 2016. Sono aumentate soprattutto le assunzioni di apprendisti (+20%) e quelle a tempo determinato (+13,5%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-9%). Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono risultate 42.000, segnalando una lieve riduzione rispetto a gennaio 2016 (-1%), esito di una crescita delle trasformazioni da tempo determinato in indeterminato (+4,6%) e di una contrazione dei rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo. Le cessazioni nel complesso sono state 368.000 in aumento rispetto all’anno precedente (+2,7%): a crescere sono le cessazioni di rapporti a termine (+10,6%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono diminuite (-9,2%).

Analizzando i motivi di cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato si osserva un valore dei licenziamenti pari a 46.900: il modesto incremento rispetto al valore di gennaio 2016 (46.100) è determinata soprattutto dalla crescita dei licenziamenti per cambio appalto e, in secondo luogo, dei licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Risultano in netta contrazione i licenziamenti per ragioni economiche (-7%).
Continua la contrazione delle dimissioni, su cui ha inciso l’introduzione, a marzo 2016, dell’obbligo della presentazione on line: -14% rispetto a gennaio 2016.

Sono disponibili i dati definitivi relativi all’esonero contributivo biennale : le assunzioni agevolate sono state pari a 411.000 cui si aggiungono 204.000 trasformazioni di rapporti a termine beneficiarie del medesimo incentivo. In totale i rapporti agevolati sono stati 615.000, pari al 38% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato.

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO

Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (51,9% contro 55,3% di gennaio 2016) in linea con quanto osservato nei mesi precedenti.


I VOUCHER

A febbraio 2017 i voucher venduti, pari a 9,1 ml., hanno fatto registrare una contrazione del 4,9% rispetto al valore corrispondente del febbraio 2016.
I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell’Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo “Osservatorio sul precariato”, dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.

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BETALAND CAPO D’ORLANDO È SCONFITTA AL PALA2A DI MASNAGO A VARESE 74-72

La Betaland Capo d’Orlando è sconfitta 74-72 al Pala2A di Masnago dall’Openjobmtis Varese. I paladini sono stati quasi sempre sotto nel punteggio, ma hanno saputo tenere botta e reagire, spaventando anche Varese nel finale quando dal -11 sono tornati al -2 palla in mano. Il finale sfortunato ha decretato la vittoria meritata di Varese. Non è servito un Dominique Archie praticamente perfetto (7/9 da 2, 3/4 da 3, 3/3 ai liberi) che ha chiuso con 26 punti e 8 rimbalzi.

26 MARZO 2017 - I primi quattro punti della partita arrivano da una penetrazione sulla linea di fondo di Ferrero e da Stojanovic, che perde la maniglia ma trova il fondo della retina per il 2-2 iniziale. Johnson e Anosike portano la Openjobmetis sul +4, ma cinque punti consecutivi di Archie valgono il primo vantaggio Betaland della partita (6-7). Eyenga vola a riportare avanti i suoi, Archie mette la bomba, gli risponde Ferrero, Diener realizza e subisce il fallo, completando l'azione da tre punti che serve a riportare avanti i suoi (12-13 dopo 5'). Anosike e Johnson dalla lunetta portano Varese sul +3 (16-13), ma ci pensa ancora Diener, con la bomba in uscita dai blocchi, a tenere avanti la Betaland e Delas dalla lunetta allunga il vantaggio paladino portandolo a 4 lunghezze (16-20 dopo 8'20''). Johnson e Bulleri, che realizza dalla media allo scadere dei 24'' fissano il punteggio sul 20 pari al 10° minuto di gioco.

Kangur apre il secondo quarto proseguendo il break dei biancorossi, Iannuzzi dalla lunetta la impatta a quota 22, ma l'8-0 di parziale costruito da Pelle, Kangur e il contropiede di Johnson vale il +8 (30-22). La bomba di Ivanovic interrompe il break varesino, ma con Kangur e Anosike Varese è sul +10 dopo 15' (35-25). I biancoazzurri non ci stanno e con un break di 0-6 firmato Archie e Stojanovic si portano a due possessi di distanza. A seguito di uno scontro arriva la doppia espulsione per Stojanovic e Cavaliero e il fallo tecnico alla panchina di Capo d'Orlando, che manda Johnson in lunetta a mettere il +5 (36-31). Ivanovic e Delas sono imprecisi dalla lunetta e Pelle e Bulleri allungano fino al nuovo +8 (40-32 al 29'). Quattro punti di fila di Archie riavvicinano la Betaland, ma la bomba di Bulleri manda le squadre al riposo lungo sul 43-36.

Kangur apre il terzo quarto mettendo il +9 Varese, i paladini non mollano e con la tripla di Diener e Milenko Tepic sugli scudi si portano sul -2 (49-47 a metà del terzo quarto). I padroni di casa però sono più solidi e con Anosike, Maynor e le bombe di Eyenga e Ferrero, che infiammano il Pala2A, vanno sul massimo vantaggio, +11 (60-49 dopo 28'). Ivanovic risponde immediatamente con la tripla, e il fallo antisportivo fischiato ad Anosike, che dà una gomitata in faccia a Iannuzzi a rimbalzo, manda in lunetta Diener, che poi in transizione si arresta e mette una bomba fuori da ogni logica che vale il -4 Betaland (62-58 a 29'30''). A tempo scaduto Kangur va in lunetta ad aggiustare il punteggio mandando le squadre all'ultimo mini-intervallo sul 63-58.

Il break di 6-0 in avvio ultimo quarto firmato Bulleri, Ferrero ed Eyenga vale il nuovo +11 Openjobmetis (69-58 a 7' dal termine). I paladini non sono mai domi e riescono a prendere in mano l'inerzia del match mettendo un break di 0-9 con Archie che mette la bomba, poi nel pitturato trova il fondo della retina e quattro di fila di Delas nell'area pitturata per un nuovo -2 (69-67 a 1'21'' dalla fine). Johnson trova due punti e subisce il fallo mettendo il tiro libero aggiuntivo che vale il +5 (72-67). La bomba di Archie per il -2 a 53'' dalla fine dà ancora speranza a Capo d'Orlando (72-70): la Betaland ha il possesso per provare a pareggiarla, ma perde palla ed Eyenga può andare in contropiede a mettere due possessi tra le due squadre, con Archie che da sotto la chiude sul 74-72.

Coach Di Carlo: «Complimenti alla Pallacanestro Varese. Ha vinto meritatamente quest’incontro, una partita molto intensa sotto il profilo fisico e agonistico. Sono contento per come ha giocato la mia squadra data anche come si era messa la situazione per noi. Abbiamo trovato soluzioni e buone trame nonostante la difesa di Varese fosse accorta e forte nei nostri confronti. Siamo addirittura riusciti ad avere per un pò l’inerzia della gara dalla nostra parte e ad un certo punto pensavamo di poter fare il colpo. Ci sono state tante cose positive in questa partite e ripartiamo da questa partita. Abbiamo perso, ma ci portiamo a casa da Varese alcuni aspetti di cui possiamo essere soddisfatti e su cui possiamo ripartire. Inizia una settimana importante per noi, giocheremo in casa con Reggio Emilia e vogliamo assolutamente vincere perché vogliamo arrivare il prima possibile a 30 punti e provare a qualificarci matematicamente ai playoff con anticipo».

Openjobmetis Varese – Betaland Capo d'Orlando 74-72 (20-20; 43-36; 63-58)
Openjobmetis Varese: Johnson 15, Anosike 12, Maynor 2, Avramovic ne, Pelle 4, Bulleri 9, Rossi ne, Cavaliero, Kangur 12, Ferrero 11, Eyenga 9, Canavesi. All.: Caja.
Betaland Capo d'Orlando: Galipò, Tepic 8, Iannuzzi 2, Laquintana, Nicevic ne, Delas 8, Diener 16, Donda ne, Ivanovic 8, Archie 26, Stojanovic 4. All.: Di Carlo.

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“I SICILIANI” DI FRANCESCO LAMA, A ROMA L'ANTEPRIMA DEL FILM DOCUMENTARIO

Presenti Maria Grazia Cucinotta, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta, Leo Gullotta, Antonio Emanuele e Pietrangelo Buttafuoco

27/03/2017 - Dopo il successo ottenuto in concorso al 62° Festival Internazionale del Cinema di Taormina a giugno 2016, e dopo l’anteprima mondiale al prestigioso BAFTA di Londra a Piccadilly Circus a settembre 2016, il film documentario “I SICILIANI”, scritto e diretto dal regista Francesco Lama, sarà presentato a Roma al Cinema Caravaggio (Via Giovanni Paisiello, 24) mercoledì 29 Marzo 2017 alle ore 21.00. Ingresso gratuito. Alla proiezione, in anteprima assoluta, in attesa dell’uscita nazionale, saranno presenti il regista Lama e alcuni componenti del cast tra cui Maria Grazia Cucinotta, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta, Leo Gullotta, Antonio Emanuele e Pietrangelo Buttafuoco.

Un lungo viaggio che attraversa la Sicilia, dai vari dialetti ai molteplici paesaggi che variano di continuo senza sosta, ed è proprio lì, attraverso la natura, che il racconto diventa vivo e i siciliani si aprono orgogliosi come se il sole o il mare fossero di individuale proprietà, appartenuti a qualche avo e lasciato tutto quanto a loro in eredità!
“Questo film documentario - afferma il regista Francesco Lama - è pieno di tutto e di tutti, rappresenta I Siciliani e la Sicilia in modo veritiero, reale e senza nulla di inventato o artefatto”.
Il film è stato girato in molte parti della Sicilia, dallo stretto di Messina all’Etna, dai Nebrodi alle Madonie.




In un piccolo paesino al centro della Sicilia, vive un ragazzo, di nome Ignazio Bonaventura interpretato da Antonio Emanuele, che “campa” di lavoretti saltuari, naturalmente in nero, e iscritto nelle liste di collocamento come perenne disoccupato.
Il ragazzo stanco della sua condizione di vita, decide di scrivere un libro sul popolo siciliano, inizia così una grande avventura che lo porta ad intervistare il popolo siciliano e tanti personaggi noti, da Maria Grazia Cucinotta, a Leo Gullotta, Tony Sperandeo, Pietrangelo Buttafuoco e Ninni Bruschetta.

Durante il suo viaggio incontra diversi personaggi, dal mafioso Don Ciccu interpretato da Tony Sperandeo, all’Onorevole interpretato da Filippo Glorioso, e molti altri che rappresentano in qualche modo I Siciliani. Ignazio è convinto di poter trovare delle risposte ai tanti misteri del pensiero di questo complicato popolo per poter capire anche se stesso!
I Siciliani è prodotto da nucciarte produzioni, soggetto e sceneggiatura Francesco Lama, direttore della fotografia Davide Cuscunà, fonici Alba Caliò e Alessandro Candido, consulenza legale Rossana Portale, assistenti alla regia Beppe Manno, Davide Cuscunà, Scenografia Nuccia Mileti.

Le musiche sono state composte ed eseguite da Joe Castellano blues Band – Rondo Siciliano – Gruppo Folk I Nebrodi – Diego Spitaleri/Anna Bonomolo/Folkage Etno Band – Davide Cuscunà/Antonio Smiriglia.

Fanno inoltre parte del cast artistico: Adriana Tuzzeo, Giulia Giuffrè, Sosicle Barone, Peppino Ciccia, Salvatore Celano, Nunzio Buttà, Santo Trovato, Filippo Glorioso, Salvatore Celano, Giovanni Torres La Torre, Marilena Barca, per la prima volta sullo schermo il piccolo Ludovico Maria Lama e soprattutto il popolo Siciliano.
Il film è prodotto dalla nucciarte produzioni con il sostegno di Sicilia outlet Village, Irritec, Fondazione Mancuso Onlus, A ‘Vucciria old Sicily&new food Milano'.

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SANTI SCARCELLA AL PALACULTURA CON "DA MANHATTAN A CEFALÙ"

Arriva il tanto atteso nuovo progetto di Santi Scarcella, che già dal titolo promette emozione. “ Voglio fdiare un jazz che diverte “ confessa Scarcella. “Da Manhattan a Cefalù” un viaggio attraversando stili, generi che non hanno confini. Un progetto dedicato a Nick La Rocca, a cui spetta l’onore di avere inciso proprio cento anni fa il primo disco della storia del jazz.

27/03/2017 - Un emigrante Siciliano andato a cercare se stesso in America. Ma quanti gli italiani, i mirganti di tutto il Mondo che si spostano ogni giorno per cercare se stessi? Scarcella non riesce a distaccarsi dal concetto di identità culturale, trasformandolo in una firma del proprio stile. “da Manhattan da Cefalù” è un live-disco, un concerto prima di tutto che poi verrà messo su Cd.
L’idea di Scarcella è anche quella di aiutare molti giovani a comprendere l’importanza della musica suonata, dove il computer è al servizio e non viceversa. E’ per questo che al progetto aderisco molti tra i migliori musicisti italiani e non solo, come Cristiano Micalizzi, Francesco Luzzio, Gian Piero Lo Piccolo. Ospite gradito è Giovanni Baglioni alla chitarra acustica .
Ciliegina sulla torta, la partecipazione del mezzosoprano Emy spadaro che permette al progetto di essere completo con un jazz che diventa lirico e anche corale grazie al coro “I Mirabili” diretto da Sonia e Viaviana Mangraviti .
Un'attenzione particolare va data infine a Gian Marco Pia, giovane pianista compositore pronto rappresentare la forza della musica sotto il profilo pedagogico ed emozionale.

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BROLO, DISSESTO AL COMUNE. D'UVA: "SITUAZIONE GRAVISSIMA, INTERVENGA IL MINISTRO"

Comunicato stampa relativo ad un'interrogazione presentata dal PortaVoce del MoVimento 5 Stelle, Francesco D'Uva, e cofirmata dal collega Alessio Villarosa sulla disastrosa situazione al Comune di Brolo, nel messinese.

Messina, 27 marzo 2017 - “La situazione che si è creata all’interno del Comune di Brolo, dopo il dissesto finanziario, è gravissima. Il Consiglio Comunale, in palese violazione della legge, non ha ancora approvato i bilanci consuntivi e preventivi degli anni 2014 e 2015, portando avanti una gestione amministrativa e contabile completamente inadeguata”.
Duro affondo del PortaVoce del MoVimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, che stamani ha presentato un’interrogazione cofirmata dal collega Alessio Villarosa sulla situazione del Comune di Brolo, nel messinese.

“Noi chiediamo che il Ministro valuti adesso l’intera questione, anche in vista di un possibile scioglimento del Consiglio Comunale - ha continuato D’Uva – considerando che già l’allora Ministro dell’Interno Alfano avrebbe dovuto prendere provvedimenti. E invece nulla è stato fatto”.

Dopo la delibera del dissesto finanziario, nel 2015, il Presidente della Repubblica aveva nominato un Organo Straordinario di Liquidazione. Il Consiglio Comunale, entro 3 mesi, avrebbe dovuto approvare un’ipotesi di bilancio di previsione per il riequilibrio che non è stato approvato. Neanche il sollecito dell’Assessorato Regionale Autonomie Locali era valso a molto considerando che, alla fine, l’unico bilancio approvato, con ritardo, è risultato essere solo quello del 2013.

“Sono passati due anni dalla nomina dell’Organo Straordinario di Liquidazione – ha concluso D’Uva – e ancora mancano i bilanci del 2014 e del 2015. Peraltro la situazione continua ad aggravarsi e il Comune di Brolo rischia di cadere nel baratro. Proprio per questa settimana, infatti, è stato indetto un nuovo Consiglio Comunale per deliberare un dissesto bis. Chiediamo che il Ministro intervenga con assoluta urgenza, poiché i cittadini non possono più aspettare”.

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LABORATORI ANALISI, LA PROSSIMA SETTIMANA IL PROVVEDIMENTO SUL PIANO DI RETE

Palermo, 23 mar. 2017 - “È allo studio della commissione Salute dell'Ars, il provvedimento che potrà consentire ai singoli laboratori di analisi di mantenere la propria autonomia attraverso la realizzazione delle reti di laboratori. Il provvedimento poteva essere assunto già questa settimana, ma le organizzazioni sindacali hanno chiesto un confronto e quindi, dopo l'incontro previsto per martedì prossimo, sarà possibile pubblicare il decreto”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

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G7 TAORMINA 26/27 MAGGIO 2017: LE MODALITÀ DI ACCESSO A TAORMINA

Messina, 21/03/2017 - Comunicazione relativa alle ordinanze adottate dal Prefetto di Messina e dalla Capitaneria di Porto relative alle limitazioni a terra e a mare in occasione del vertice internazionale G7 di Taormina.

VERTICE INTERNAZIONALE G7 – TAORMINA 26/27 MAGGIO 2017

Con provvedimenti del 20 marzo Prefettura e Capitaneria di Porto di Messina hanno disciplinato, ognuno per la parte di competenza, le modalità di accesso:
- a Taormina
-in prossimità dello specchio acqueo antistante l’area interessata dal G 7 in programma il 26 e 27 maggio prossimi.
Queste le misure adottate:

TAORMINA

Con ordinanza, a firma del Prefetto Ferrandino, sono state:
-suddivise le zone interessate dal G7 in due distinte aree denominate “AREA AD ACCESSO RISERVATO” e “ZONA DI MASSIMA SICUREZZA”. Si allegano le relative planimetrie;
-istituzite misure finalizzate a modificare, in via eccezionale e temporanea, le condizioni di agibilità di quelle zone secondo lo schema di seguito riportato.

AREA AD ACCESSO RISERVATO
(planimetria allegato 1)

1) - dalle ore 00.01 del 22 maggio e fino alle ore 24.00 del 27 maggio non si potrà entrare, né a piedi, né con qualunque veicolo nella ZONA AD ACCESSO RISERVATO.
Il divieto non riguarderà pedoni e veicoli in possesso di autorizzazione rilasciata dall’Autorità di Pubblica o in possesso di appositi badge.

-Nello stesso periodo e nelle vie Guglielmo Marconi, Luigi Bongiovanni, Porta Pasquale dall’intersezione con via San Pancrazio e Piano Porto è vietata anche la sosta dei veicoli.

2) dalle ore 00.01 del 25 maggio e fino alle ore 24.00 del 27 maggio non sarà possibile transitare con qualunque veicolo nelle vie Guglielmo Marconi, Luigi Bongiovanni, Porta Pasquale, dall’intersezione con via San Pancrazio, e Piano Porto, ove potranno accedere solo i pedoni autorizzati.
ZONA DI MASSIMA SICUREZZA
(planimetria allegato 2)

1) dalle ore 00.01 del 22 maggio e fino alle ore 24.00 del 24 maggio, non si potrà entrare, né a piedi, né con qualunque veicolo nella ZONA DI MASSIMA SICUREZZA.
Il divieto non riguarderà pedoni e veicoli in possesso di autorizzazione rilasciata dall’Autorità di Pubblica Sicurezza o in possesso di appositi badge;

2) dalle ore 00.01 del 25 maggio e fino alle ore 24.00 del 27 maggio non potranno transitare veicoli. Infatti potranno accedere alla zona di massima sicurezza solo i pedoni, purchè preventivamente autorizzati;

3) dalle 00.01 del 22 maggio e fino alle ore 24.00 del 27 maggio è vietata la sosta di ogni veicolo, nonché mezzo strumentale di qualunque genere, anche finalizzati al commercio ambulante.



Allo scopo di consentire il parcheggio dei veicoli in possesso dei cittadini residenti nelle aree indicate, il Sindaco di Taormina provvederà ad individuare idonee zone di parcheggio.

Il provvedimento, adottato ai sensi dell’art. 2 del Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, è frutto di costante confronto con i rappresentanti delle Forze di Polizia, nonché di interlocuzione costruttiva sia con gli attori istituzionali deputati alla gestione dell’evento, sia con i Sindaci di Taormina e Castelmola.


LIMITAZIONI A MARE

Con ordinanza sottoscritta ai sensi degli articoli 17 e 30 del Codice della Navigazione il Comandante della Capitaneria di Porto di Messina ha provveduto a disciplinare:
- le modalità di navigazione nello spazio acqueo antistante le aree interessate dall’evento;
-l’uso del Demanio marittimo;
-l’approdo di Giardini Naxos.

Il provvedimento individua tre aree a mare che hanno come baricentro il luogo dell’evento:
1. “ZONA DI MASSIMA SICUREZZA” costituita dallo specchio acqueo immediatamente prospiciente il promontorio di Taormina, con un’estensione longitudinale pari a circa 5 miglia nautiche ed una profondità pari a circa 2 miglia nautiche, compresa tra l'Hotel San Pietro di Letojanni a nord e lo stabilimento balneare Lido Recanati Beach a Giardini Naxos a sud;
2. AREA AD ACCESSO CONTROLLATO, di estensione longitudinale pari a circa 10 miglia nautiche ed una profondità pari a circa 4 miglia nautiche, compresa tra l’Elihotel di Sant’Alessio Siculo a nord e il Lido del Sole lungo mare Cottone di Fiumefreddo a sud;
3. AREA DI SORVEGLIANZA ED ALLARME, di estensione longitudinale pari a circa 23 miglia nautiche ed una profondità pari a circa 11 miglia nautiche, compresa tra il Main Palace Hotel di Roccalumera a nord e il Porto di Pozzillo di Acireale a sud.

ZONA DI MASSIMA SICUREZZA
dalle ore 00.01 del 22 maggio e fino alle 23.59 del 27 maggio, sarà interdetta qualsiasi tipo di attività, venendo consentita esclusivamente la balneazione, purché ci si mantenga ad una distanza inferiore ai 50 metri dalla battigia.

AREA AD ACCESSO CONTROLLATO
dalle ore 00.01 del 22 maggio e fino alla 23.59 del 27 maggio sarà consentita esclusivamente la navigazione in transito e secondo le modalità di dettaglio previste nel provvedimento in questione, restando preclusa la possibilità di sosta all'interno dell’area e le altre attività marittime quali pesca, immersioni.

AREA DI SORVEGLIANZA ED ALLARME
Le unità in transito in tale area dovranno prestare particolare attenzione alle indicazioni che potranno essere loro fornite, nel medesimo arco temporale, dalle unità navali delle forze di polizia e militari impegnate nel dispositivo di sicurezza, mantenendo ascolto continuo sul canale 16 VHF marino.

PORTO DI GIARDINI NAXOS
Anche il porto di Giardini Naxos sarà interessato, per la sua collocazione strategica, da una serie di attività connesse e finalizzate ai servizi di ordine e sicurezza pubblica dell'Evento G7.
- A decorrere dal 15 maggio 2017, il porto sarà utilizzato prevalentemente come base logistica a supporto del dispositivo di sicurezza navale.
- Fino al 21 maggio compreso sarà comunque assicurata la possibilità, in particolare per gli operatori impegnati nello svolgimento di attività di pesca e diportistiche a fini commerciali (escursioni, diving), nonché per le navi da passeggeri e per i servizi ad esse connesse, di svolgere regolarmente le proprie attività commerciali.
- A decorrere dalle ore 00.01 del 22 maggio, il porto e la rada di Giardini Naxos saranno interdetti alla navigazione, all'ormeggio ed all'ancoraggio di qualsiasi unità navale, eccezion fatta per le unità dei servizi tecnico nautici e per le unità stanziali utilizzati a fini commerciali, alle quali, secondo le indicazioni di dettaglio che saranno fornite dal Comandante del Porto, sarà comunque assicurata esclusivamente la possibilità di ormeggio all'interno dell'area in questione.



Anche tale ordinanza è frutto di costanti confronti con i vertici delle Forze di Polizia e con gli attori istituzionali deputati, ognuno per la parte di competenza, alla gestione dell’evento.



I provvedimenti sono pubblicati sui siti istituzionali della Prefettura e della Capitaneria di Porto di Messina

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DEPURAZIONE: LA SICILIA È LA REGIONE DOVE SI CONCENTRA IL 63% DELLE INFRAZIONI

Siamo in ritardo nel settore della depurazione, con problemi relativi agli scarichi inquinanti civili e industriali e ai depuratori mal funzionanti che per altro causano danni all'ambiente e all'economia.
Nell'inchiesta di Legambiente ''Depurare è meglio'' realizzata da ''la Nuova Ecologia'', si fa il punto su ritardi, sprechi e buone pratiche. La Sicilia è la regione dove si concentra il 63% delle infrazioni. Altri 27 centri urbani non sono ancora a norma rispetto alla seconda condanna della Corte, risalente al 2014, per cui potrebbero arrivare altre sanzioni, 
relative a Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto, Piemonte e, ancora, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Come se non bastasse, è stata aperta anche una terza procedura di infrazione.

22/03/2017 - In Italia il 25% della popolazione non è servita da un adeguato servizio di depurazione, sono 104 gli agglomerati urbani coinvolti da provvedimenti di condanna della Corte di Giustizia europea (2012), 14 le regioni interessate (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sicilia, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta, Veneto e Piemonte). Il 63% delle infrazioni relative alla condanna del 2012 riguarda la Sicilia. Poco rassicuranti anche le analisi sulle acque, nel 2016 su 265 campioni di acqua analizzati da Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato con cariche batteriche, elevate specialmente in prossimità di foci, fossi e canali, per mancanza di depurazione e scarichi illegali.

Le situazioni più critiche sono state riscontrate in Calabria, nelle Marche e in Abruzzo, regioni penalizzate anche dall’elevato numero di corsi d’acqua, canali e fossi che sfociano in mare. Ai ritardi e ai casi di maladepurazione, si aggiungono le altre “bacchettate” dell’Unione Europea: oltre alla sentenza di condanna del 2012, c’è quella del 2014, una terza procedura di infrazione europea ancora in corso per il mancato rispetto della direttiva 91/271 sulla depurazione degli scarichi civili. Ci sono poi 62,69 milioni di euro di multa comminata dalla Commissione Ue all’Italia e i 347mila euro per ogni ulteriore giorno di ritardo. Si arriverebbe così a pagare oltre 185 milioni di euro solo nel primo anno, oltre ovviamente al costo degli interventi.

I dati che Legambiente diffonde oggi sono raccolti nell’inchiesta “Depurare è meglio” realizzata da “la Nuova Ecologia”, il mensile dell’associazione ambientalista. (http://lanuovaecologia.it/depurare-e-meglio/). Nel pezzo si fa il punto su ritardi, sprechi e buone pratiche legati alla questione depurazione e si affronta il caso emblematico della Calabria e di Rimini, una città simbolo del turismo balneare che affronta il problema degli scarichi in mare con enorme ritardo. C’è poi il problema delle illegalità e delle maladepurazione, che spesso vanno a braccetto. Ma grazie alla legge sugli ecoreati, che prevede anche il reato di inquinamento ambientale, dal 2015 c’è anche valido strumento contro chi continua a scaricare illegalmente nei fiumi e nel mare.

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60MO ANNIVERSARIO DEI TRATTATI DI ROMA: “IL RILANCIO DELL’EUROPA: DALLA CONFERENZA DI MESSINA AI TRATTATI DI ROMA: 1955-1957”

Le celebrazioni per il 60mo anniversario dei Trattati di Roma. Il Vertice del prossimo 25 marzo in Campidoglio, nella cornice della Sala degli Orazi e Curiazi che nel 1957 ospitò la firma dei Trattati di Roma, sarà un appuntamento di grande rilevanza per celebrare i risultati di 60 anni di integrazione e lavorare concretamente sul futuro del progetto europeo. La conferenza di Messina si tenne nel 1955, dal 1º al 3 giugno, a Messina.

23/03/2017 - Oltre a contribuire alla definizione dei contenuti e degli obiettivi del Vertice, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha deciso di promuovere una serie di eventi in Italia e nel mondo attraverso la propria rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura.Il 16 marzo 2017 si è tenuto alla Farnesina un Convegno storico internazionale sui Trattati di Roma con i massimi esperti di storia dell’integrazione, in collaborazione con l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e sotto il coordinamento dal Prof. Antonio Varsori, Presidente dello European Union Liaison Committee of Historians.n tale occasione, è stato presentato il primo volume della nuova raccolta tematica dei documenti diplomatici italiani, con una prefazione del Ministro Angelino Alfano, intitolato “Il rilancio dell’Europa: dalla Conferenza di Messina ai Trattati di Roma: 1955-1957”, che documenta l’azione della diplomazia italiana negli anni cruciali che hanno portato alla firma dei Trattati di Roma.

La conferenza di Messina si tenne nel 1955, dal 1º al 3 giugno, a Messina. Fu una riunione interministeriale dei sei stati membri della CECA. Parteciparono alla conferenza i ministri degli esteri dei sei paesi, Gaetano Martino per l'Italia, Jan Willem Beyen per i Paesi Bassi, Antoine Pinay per la Francia, Joseph Bech per il Lussemburgo, Walter Hallstein per la Repubblica Federale Tedesca e Paul-Henri Spaak per il Belgio.

La conferenza, iniziata in un clima non particolarmente felice per la recente bocciatura da parte del Parlamento francese dell'accordo sulla CED (Comunità europea di difesa), proseguì non senza qualche difficoltà nei primi due giorni dei lavori, ma sorprendentemente il terzo giorno, alla conclusione della conferenza, venne resa nota quella che viene conosciuta come "dichiarazione di Messina" (ovvero Risoluzione di Messina), attraverso la quale i sei paesi enunciavano una serie di principi e di intenti volti alla creazione della Comunità europea dell'energia atomica (o Euratom) e di quello che diverrà, nel volgere di due anni con la firma dei Trattati di Roma del 1957, il Mercato Europeo Comune (MEC, istituito insieme alla CEE, poi CE ed infine UE).
_______________
Figlio di Antonino Martino, più volte sindaco di Messina, si laureò in medicina all'Università di Roma nel 1923. Si dedicò alla ricerca scientifica svolta inizialmente all'estero presso la Clinica Medica dell'Università di Berlino e successivamente nel reparto di medicina interna dell'ospedale Sant'Antoine di Parigi.[1] Allievo del fisiologo Giuseppe Amantea, nel 1934 divenne professore di Chimica biologica, e l'anno successivo di Fisiologia umana, all'Università degli Studi di Messina. Rimase all'Università di Messina, di cui fu anche rettore dal 1943 al 1954, fino al 1957 quando successe ad Amantea nella cattedra di Fisiologia umana alla Sapienza di Roma, di cui divenne rettore dal 1966 al 1967.


Nel 1948 fu eletto deputato alla Camera nelle fila del Partito Liberale Italiano e divenne vice presidente della Camera. Rieletto deputato nel 1953 nel Collegio unico nazionale, tornò a fare il vice presidente dell'assemblea fino a quando divenne Ministro della Pubblica istruzione durante il Governo Scelba nel settembre 1954. Diviene in seguito ad un rimpasto Ministro degli affari esteri, carica che mantiene anche nel I Governo Segni fino al 1957. Una convinzione diffusa in quegli anni fece dimettere il titolare Attilio Piccioni a seguito del coinvolgimento del figlio nel cosiddetto Scandalo Wilma Montesi.

Protagonista del rilancio europeo a metà degli anni cinquanta, Martino, all'epoca Ministro degli affari esteri, è il promotore della Conferenza di Messina, a cui partecipano i ministri degli Esteri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), tenutasi a Messina (in casa sua) dal 1º giugno al 3 giugno 1955. «Siamo tutti ansiosi di estendere sempre più la nostra integrazione... Mi auguro che in questa Conferenza aggiungeremo un'altra pietra alle fondamenta della costruzione europea», dichiara Martino in apertura dei lavori, dando un forte segnale per riprendere la via dell'integrazione, cominciando da quella economica. In meno di due anni si arriva alla firma dei Trattati di Roma e il ministro Martino guida la delegazione italiana per la stesura e la firma dei Trattati di Roma.

Come ministro degli Esteri il 13 novembre 1956, pronuncia un discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, un anno dopo l'ammissione dell'Italia all'ONU. È il primo discorso di un ministro italiano all'Assemblea ONU.

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TRIBUNALE BARCELLONA, INTERROGAZIONE DEL M5S PER AVERE RISPOSTE UFFICIALI

Comunicato stampa del deputato Alessio Villarosa su un'interrogazione relativa al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che il deputato sta cercando di trasformare in un Question Time in Commissione per avere al più presto risposte ufficiali dal ministro

Barcellona P.G. (Me), 23/03/2017 - E’ stata presentata, nei giorni scorsi, a firma del deputato Villarosa, una interrogazione parlamentare avente come oggetto alcuni dei problemi che si riscontrano nella struttura Barcellonese, in particolar modo per quanto riguarda il numero di magistrati realmente operanti. Alla fine di questo mese (marzo 2017), i magistrati realmente presenti ed operanti saranno 11 su i già pochissimi 15 previsti dall’attuale pianta organica. Una situazione segnalata dallo stesso Presidente del Tribunale Barcellonese e prontamente attenzionata, nelle giuste sedi, dal deputato Villarosa.

I motivi di queste carenze di esseri umani sono diversi, e sono, in parte, anche conseguenza delle caratteristiche del tribunale di Barcellona pozzo di gotto, ovvero un “Tribunale di transito” per neo-vincitori di concorso e/o sede disagiata alla quale “destinare” alcuni magistrati, quindi un posto dove restare il meno tempo possibile e chiedere trasferimento appena maturatone il diritto ad ottenerlo.

Questa situazione particolare diventa ancora più penalizzante nel momento in cui i “nuovi” ingressi nella magistratura decidono di usufruire di un loro sacrosanto diritto (quello alla maternità), col concreto rischio però che questo diritto si trasformi in un pesante disservizio per la collettività in quanto, ad oggi, non esiste una procedura che possa garantire il diritto alla maternità del singolo soggetto e, contemporaneamente, il diritto alla legalità da garantire al resto del mondo.

Inspiegabile il rifiuto, da parte del Ministero, del posticipato possesso in relazione al trasferimento di due magistrati presso altra sede, che comporterà, in data 31 marzo 2017, il fatto che i magistrati realmente operanti saranno 11 su 15 previsti dall’attuale pianta organica.
Secondo il deputato Villarosa un importante discorso, da aprire al più presto possibile, riguarda un’opera di sensibilizzazione verso gli esseri umani che ricoprono, per scelta, il difficile e delicato compito che il ruolo di magistrato giudicante gli conferisce. Indubbiamente, un Tribunale non può e non deve essere considerato un luogo dove andare a lavorare e percepire uno stipendio, per questa eventualità esistono altre professioni che l’essere umano può scegliere nel progettare la propria vita. Un magistrato, soprattutto giudicante, ricopre un ruolo talmente importante per la società attuale e futura tale da necessitare sensibilità e responsabilità parecchio superiori.

Da evidenziare anche che i magistrati operanti a Barcellona pozzo di gotto, si trovano a dover affrontare eventi criminali anche molto importanti, e, anche a causa di trasferimenti di procedimenti da un essere umano all’altro anche più volte reiterati nel tempo, non è raro che procedimenti giudiziari importanti evaporino nel nulla a seguito di prescrizione sopravvenuta, inevitabile e forse, temiamo e domandiamo, non evitata in quanto, almeno in parte, non sufficientemente contrastata.

Villarosa sta anche provando a calendarizzare al più presto un QuestionTime in Commissione Giustizia durante il quale chiedere di ampliare la pianta organica del tribunale di Barcellona pozzo di gotto, molto sottodimensionata rispetto al carico di lavoro attualmente presente anche per provare almeno a contenere gli effetti collaterali delle “assenze” più o meno giustificabili.

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