REMS (RESIDENZE DI ESPIAZIONE DI MASSIMA SICUREZZA), SITUAZIONE PRECARIA PER MANCANZA DI RISORSE UMANE

Le Rems sono strutture residenziali sanitarie gestite dalla sanità territoriale in collaborazione con il Ministero della Giustizia. Le sette strutture rimanenti dovevano chiudere a marzo 2013, poi la proroga ad aprile 2014. C’è però un’altra realtà parallela a quella delle carceri, quella degli O.P.G., gli Ospedali psichiatrici giudiziari. Ossia gli ex manicomi criminali che ospitano attualmente circa mille persone. Le strutture presenti sul territorio italiano sono sette l’O.P.G. di Castiglione delle Stiviere (Mantova), quello di Aversa (Caserta), di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), di Montelupo Fiorentino (Firenze), di Napoli, di Salerno e di Reggio Emilia. Fsi-Usae: “Apriamo le Rems? Senza personale dedicato !! Significa creare castelli che rischiano di restare opere morte”

Palermo, 14 feb. 2017 - “Alla luce dell’annunciata apertura l’11 febbraio 2017, da parte del comitato “Stop OPG” in visita a Caltagirone,  di una nuova Rems (Residenze di Espiazione di Massima Sicurezza) con 20 posti letto mista (uomini e donne) presso la frazione di S. Pietro, che si vanno ad aggiungere ai 20 già presenti presso lo stesso sito, la Fsi-Usae prende in considerazione la precaria mancanza di risorse umane già esistenti nella realtà ospedaliera del “Gravina” di Caltagirone -dichiara Salvatore Ballacchino, segretario regionale Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti - vedi il caso della locale cardiologia che in seguito ai pensionamenti ed alla mancanza di personale nota una difficoltà nella normale turnazione, alcuni dipendenti sono costretti a sopperire alla necessità  di godere della 104/92 per assistere la figlia disabile”.

Una nuova Rems con 20 posti letto, valutando solo la parte infermieristica abbisogna di 12 Infermieri, oltre al personale tecnico e della riabilitazione, operatori socio sanitari ed altro che in pratica rappresentano un volume di risorse umane che si aggira in torno alle 40 unità commenta Calogero Coniglio, coordinatore regionale della Confederazione Usae Unione Sindacati Autonomi Europei.

“Ci chiediamo da dove verranno prese le nuove risorse e se ci sono i fondi disponibili o dobbiamo continuare ad alimentare il solito precariato con le inutili assunzioni trimestrali o semestrali per coprire reparti di estrema importanza alimentando un turnover non costruttivo continua Ballacchino - le nostre richieste fatte fin dal giugno 2015 al direttore generale dell’Asp 3 di Catania in merito alla concessione di una indennità di disagio per gli operatori della Rems di Caltagirone sono state sempre rigettate e non hanno avuto riscontro verso gli operatori, anche una promessa fatta in delegazione trattante nel 2016 dal direttore generale di una forma di incentivazione per il personale che opera in regime di disagio è stata lettera morta. La nostra richiesta inoltre di applicazione del decreto assessoriale n° 127/2014 per le basi stipendiali dei lavoratori della Rems previsti ha creato solo disagio verso l’incongruenza tra applicazione e risorse finanziarie disponibili”.

Facciamo inoltre riferimento al recente decreto di approvazione da parte del Ministero della Salute del 07/01/2017 – conclude Coniglio - che porterà alla Sicilia ben 17.212.550,37 di euro per la realizzazione e ristrutturazione di strutture extraospedaliere nei siti di S. Pietro - Caltagirone (7.980.000,00 euro), nel presidio ospedaliero A. Dubini dell’Asp di Caltanissetta (4.529.781,68 euro) ed a Naso nell’Asp di Messina (4.702.768,69 euro) per ribadire che oltre a costruire le Rems occorre trovare i fondi per fare funzionare con personale dedicato queste infrastrutture, non si possono creare castelli che corrono il rischio di restare opere morte per la mancanza di risorse umane e funzionino anche male”.

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